Come agisce il laser verde
Lo strumento viene introdotto attraverso l’uretra, senza incisioni cutanee. La luce laser a 532 nanometri viene assorbita selettivamente dall’emoglobina e permette di vaporizzare progressivamente il tessuto prostatico che ostacola il passaggio dell’urina, ottenendo contemporaneamente un buon controllo del sanguinamento.
Il sistema GreenLight XPS da 180 W rappresenta attualmente la piattaforma di riferimento per la fotovaporizzazione prostatica.
Per quali volumi è indicato
Le linee guida EAU 2026 raccomandano i sistemi GreenLight da 80, 120 o 180 W come alternativa alla resezione transuretrale della prostata, o TURP, negli uomini con sintomi urinari moderati o severi e un volume prostatico compreso tra 30 e 80 mL.
La procedura può essere presa in considerazione anche in prostate più grandi, in casi selezionati, ma le evidenze scientifiche sono meno solide soprattutto oltre 100 mL.
Possibili vantaggi
Rispetto alla TURP, la fotovaporizzazione può offrire una riduzione del sanguinamento, del tempo di cateterizzazione e della durata del ricovero. L’indicazione deve considerare anche anatomia prostatica, funzionalità della vescica, terapie anticoagulanti o antiaggreganti e obiettivi del paziente.
Il volume della prostata è quindi importante, ma non è l’unico elemento che determina la scelta del trattamento.